Ci scusiamo per il ritardo nelle storie di fantasia sui personaggi principali, dopo aver interrotto con la sirenetta andremo avanti di sicuro perché il serial killer ha ormai i giorni contati.
Adesso però vogliamo occuparci di due protagonisti in particolare perché la sirenetta nera e il virus HIV di Bugliano hanno in comune molto più di quanto si creda.
La sirenetta nera
Se ne è tanto (troppo) parlato e noi non vorremmo metterci fra quelli che fanno baccano, ma come dice un nostro amico YouTuber Un diavolo per capello, la scelta di una sirenetta nera ha poco a che vedere con l’inclusione, è una strategia di marketing.
- le bambine nere si sentono rappresentate dalla sirenetta nera, vanno a vederla e comprano i relativi gadget
- gli eterni polemici bianchi vanno a vedere la sirenetta nera e lasciano recensioni negative, dandole ulteriore visibilità
- quelli favorevoli vanno al cinema e le vendite sono sotto gli occhi di tutti. Poi non importa se guardano il film e pensano ad altro, alla fine ai cinema e produttori interessa guadagnarci.
Adesso però il problema è: quanto importa davvero, ai polemici nostrani, il colore di Ariel?
I soliti sbraitano di “politicamente corretto”, “l’ideologia dell’inclusione”, qualcuno addirittura con la propaganda gender… Ah no, sulla Sirenetta non l’hanno ancora tirata fuori. Ma la questione è diversa e un articolo di Esquire approfondisce molto questo concetto: cosa non va nelle live action disney?
La nostra infanzia ci ha abituato da decenni ai personaggi Disney costruiti in un certo modo e, inevitabilmente, i cosiddetti “live action” cambiano ogni cosa perché non sono più disegni ma attori e a noi verrebbe da dire: “benvenuti al mondo!”
Perché un ricordo dell’infanzia dovrebbe rimanere inviolabile? Ce lo chiediamo e ci siamo risposti che si tratta dei cosiddetti “bias” di conferma. Quelli che ti fanno associare, nel bene e nel male, un’idea a un oggetto; di per sé il bias non è uno sbaglio perché è lui a farci distinguere un cane da un gatto, un uccello da un aereo, o qualunque esempio si possa prendere.
Eppure, quando pensiamo a Topolino ci viene in mente una figura specifica, disegnata in un certo modo! E se qualcuno decidesse per assurdo che Topolino deve avere le orecchie e il naso coi piercing? Scoppierebbe il finimondo anche se si sta parlando di un personaggio inventato.
Uomo o donna? Quando il bias fa male
La donna si deve vestire e atteggiare per forza in un certo modo o la si prende in giro, l’uomo che preferisce certi colori o abbigliamento viene chiamato “femminuccia” come minimo, queste sono le gabbie create dai preconcetti; noi parliamo tanto dei pride e la loro importanza nel mondo di oggi, poi ci troviamo a convivere con chi fa un gran clamore per aver visto un’attrice afroamericana nei panni della sirenetta o perché il pesciolino Flounder non è più tondo e antropomorfo, ma un pesce con le squame. Dai, su! Per citare il sito da cui abbiamo tratto la riflessione, quello che spaventa di più è vedere la nostra cultura cambiare sotto i nostri occhi, come se la sirenetta e i cartoni animati fossero una specie di divinità intoccabili.
Virus parlante e HIV reale
Perché il virus HIV di Bugliano risulta fastidioso ad alcuni? Non siamo né vogliamo essere popolari a certi livelli, ma in questi anni di attività abbiamo avuto indubbiamente dei messaggi di qualcuno infastidito dal personaggio: “è offensivo”, “promuove la sessualità irresponsabile”, “non puoi essere amico dell’HIV”, e via dicendo.
(Anche uno di noi non voleva per primo essere amico dell’HIV, è quest’ultimo che è andato a bussargli alla porta!)
Eccolo qua, il punto: ormai da quarant’anni abbondanti la narrazione sull’HIV è sempre verso la criminalizzazione, lo stigma, il vittimismo anche di fronte ai progressi scientifici; guai accettare l’idea che una persona con HIV possa vivere la sessualità come qualunque altro, peggio ancora se mette al mondo dei figli. Eppure bastano poche parole: “lottare contro l’HIV”, “vivere con HIV”. No, non è la stessa cosa!
Qual è il senso di affrontare con la rabbia addosso, una condizione cronica della quale per definizione non puoi liberarti? “Vivere con”, scusate se è diverso da “lottare contro”; nel caso, a “lottare contro”, sono i ricercatori impegnati a studiare medicine sempre nuove per gestirlo al meglio e, possibilmente, eradicarlo. Ma se uno deve vivere come una battaglia ogni qual volta assume una medicina, anche no.
Per cui comprendiamo alla perfezione che se una persona è abituata a leggere di HIV solo con certi toni, quando vede una narrazione diversa gli viene il panico come di fronte alla sirenetta nera!
Ma non è possibile!
Quante volte ci è stato detto: “non è possibile”.
- come fa una donna non vedente ad avere un sito?
- come fa una donna etero a essere amica di un uomo gay senza innamorarsene?
- No, non può essere sieropositivo perché scherza troppo sull’argomento.
- Positivo all’HIV e ha rapporti non protetti senza infettare il partner? Non è possibile!
- La persona non vedente, no, non può essere, scrive troppo bene in italiano senza commettere errori.
Ne abbiamo riportate solo alcune ma davvero potremmo scriverci un libro e il virus HIV di Bugliano nasce proprio con la finalità di smontare i pregiudizi.
HIV di Bugliano come Ariel
Lasciamo perdere le paturnie di certi odiatori e parliamone sul serio perché HIV di Bugliano e Ariel, in comune, hanno davvero molto.
- Ariel: vuole conoscere il mondo della terraferma anche se l’hanno avvertita dei pericoli.
- HIV: non accetta le imposizioni degli altri virus e vuole conoscere il mondo umano.
- Ariel: determinata a scoprire cos’è l’amore.
- HIV: gli è sempre stato insegnato che i virus non possono amare, lui però è convinto che non sia vero e lo vuole provare di … No, non è appropriato dire “di persona”.
- Ariel: come tutte le sirene, il canto è parte essenziale della sua vita.
- HIV: essendo originato da una leggenda del rock, la musica è nel suo RNA.
- Ariel: fa innamorare di sé il principe Eric col canto.
- HIV: prima di acquisire la parola, comunica con gli umani tramite le canzoni che questi ultimi ascoltano. Interazione fra eventi e testi dei brani.
- Ariel: sacrifica la propria voce pur di avvicinarsi al principe Eric.
- HIV: rinuncia temporaneamente alla capacità di replicarsi pur di salvare i propri amici dai pericoli.
- Ariel: si illude che la Strega del Mare possa risolverle i problemi.
- HIV: si è fatto ingannare dal dottore sbagliato che, invece di insegnargli ad amare, voleva trasformarlo in arma.
E quindi? Alla fine cosa importa a noi della sirenetta nera e relative polemiche? Abbiamo già creato una storia dove Ariel diventa positiva, sì. Ma non escludiamo che il personaggio possa ricomparire a Marina di Bugliano o in palude. Chi può saperlo?
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