Riparte di slancio la posta del culo, con uno degli argomenti più sensibili: educazione e rispetto.
Sono due valori in cui crediamo noi per primi, eppure ci sono situazioni dove chi chiede educazione e rispetto è la stessa persona a non darne.
Umani e non umani
L’inclusione sociale e lavorativa delle persone nere, LGBT+, con disabilità e/o neurodivergenze è abbastanza recente: si parla di anni 60, ma i più grossi movimenti sono nati nei 70, per svilupparsi di più fra gli 80 e 90.
La conseguenza è che per chi è cresciuto in quegli anni, la cosiddetta “normalità” non è vedere diversi tipi di persone avere il proprio posto nel mondo, ma considerarle delle eccezioni. O peggio.
Umani di serie A e B, quindi. Minoranze che devono stare in silenzio e sottostare alle decisioni di chi parla per loro senza sentire la loro opinione.
La posta del culo: Educazione e rispetto
Troppe volte in reale e in Internet sentiamo chi dice:
- ai miei tempi ci si rispettava di più. Gli insegnanti, i genitori, si facevano ascoltare. Ora i bambini e i ragazzi comandano.
- Educazione, rispetto, disciplina: ormai si sono persi, va bene tutto, si accetta qualunque cosa nel nome del politicamente corretto (quella è una parola che viene sempre fuori, anche se nessuno ha davvero chiaro cosa sia)
- Alzavamo le mani sui nostri figli però almeno ci rispettavano … e qui semplicemente è l’apoteosi.
- Eravamo poveri ma felici, e rispettavamo i nostri genitori!
- Non hanno più valori! Una volta, quando incontravamo una persona adulta, ci alzavamo in piedi e salutavamo!
- Non portano rispetto per nessuno, nemmeno per loro stessi!
Un singolo post sarebbe insufficiente per smontare questi luoghi comuni uno a uno, ma noi vogliamo fermarci solo sulla questione “educazione e rispetto”.
Perché le persone appartenenti alla generazione precedente alla nostra ci prendono in giro, se in fondo vogliamo rispetto ed educazione esattamente come loro?
Aspettative e disillusione
La generazione a cui facciamo riferimento è per lo più quella definita “baby boomer”, cioè chi è nato dal 1946 al 1964, e anche parte delle persone nate almeno fino a metà degli anni 70.
Fra i politici che portano avanti certe idee ultraconservatrici, molti sono nati fra il 1968 e il 1973 – il primo ministro ungherese è del 1963.
Quindi, facendo un po’ di calcoli matematici, queste persone hanno vissuto le lotte per i diritti civili e la libertà individuale quando erano piccoli. E quelli nati negli anni 40? Sono gli stessi ad aver contribuito in prima persona alle lotte in questione, e ora? Ora si sentono probabilmente disillusi da un mondo al quale hanno attivamente contribuito, ma nel quale non si riconoscono più.
Vecchi e nuovi “normali”
Il contesto di cui parliamo è sempre il mondo occidentale, non abbiamo grosse conoscenze di come sia negli altri paesi; detto questo, l’infanzia e adolescenza delle persone che abbiamo descritto, si è sviluppata in un modello di società dove lo “standard” era quello dell’invisibilità o, nel peggiore dei casi, la segregazione: persone LGBT nascoste, persone con disabilità fisica e sensoriale chiuse negli istituti, e peggio andava per chi aveva neurodivergenze o difficoltà a livello mentale e cognitivo.
Neri e orientali? Erano eccezioni. Viene da sé che la discriminazione era normalizzata perché “gli altri” erano visti come fenomeni da baraccone e, in alcuni casi, neanche considerati persone.
Uno dei casi più emblematici per l’Italia è Greta Thunberg.
Senza dubbio possiamo condividere o meno le sue modalità di attivismo in tema ambiente e cambiamento climatico, il rispetto però dovrebbe avere la priorità specie da chi lo pretende dai giovani.
Invece più volte si vedono soggetti delle generazioni precedenti, anche giornalisti, che la insultano chiamandola “gretina” con un banale gioco di parole tra un insulto, il suo nome e il diminutivo usato per sminuirla.
Lo stesso vale per le persone omosessuali e trans: i termini dispregiativi usati come fossero gli unici a disposizione, perché per loro è normale così. Sono cresciuti così.
L’educazione e il rispetto da loro chiesto, si applica solo a chi risulta compatibile coi loro standard, con le identità in cui si riconoscono. Gli altri, semplicemente, non esistono!
Allora, viene spontanea una domanda: educazione e rispetto chiedono loro da noi, e noi lo chiediamo da loro! Come ci possiamo incontrare, come possiamo far loro capire che entrambi vogliamo esattamente le stesse cose?
Se ritengono di sentirsi così poco rispettati, perché fanno sentire noi allo stesso modo? Perché si arriva a votare politici che sdoganano la volgarità e la rabbia?
Noi purtroppo non abbiamo una risposta, cerchiamo solo di rispettare chiunque, senza scadere al loro livello qualora veniamo offesi. Noi non siamo come loro ma, in egual misura, non siamo vittime né tanto meno carnefici.
Lascia un commento