Vuoto a perdere 07: la festa di Freddie

[puzzlesync_language_switcher show_flags=”false” show_names=”true” separator=” | “]

Aggiornato il:

Da:

MONDO REALE: il 18 febbraio 1990 i Queen hanno festeggiato i loro 20 anni di carriera ed è stata l’ultima occasione in cui Freddie Mercury abbia presenziato a un evento pubblico.

FANTASIA: Mark Wilson partecipa alla festa di Freddie come membro dello staff ma viene umiliato pubblicamente. Come al solito. Allora si arrende all’evidenza, o almeno così sembra…

La figlia di Freddie?

Anni 2020. Maledizione! Fossero esistiti i social network negli anni 80 e 90 avrei rintracciato in pochi minuti la presunta donna che aveva dato una figlia a Freddie; invece, con la smania di mantenere il segreto, ho rispedito la lettera al mittente e, ora che ho in mano uno smartphone con l’intelligenza artificiale capace di tradurre, rimpiango di non averla fotocopiata o trascritta a penna.

Ma per fortuna, nel 1987, né Freddie né il suo compagno mi chiesero mai conto della busta dopo averli convinti fosse stato il delirio di un folle mitomane, così ho lavorato da loro fino al 1990 fingendo di accantonare il mio piano di sangue.

1990. L’invito

14 febbraio: mi mandò a chiamare Freddie in persona; quanto era debole e magro, ogni giorno che passava la malattia progrediva sempre più come se il virus volesse dirmi: “Se non ti sbrighi, lui sarà tutto mio!”

Bastava avere il coraggio di strappargli con violenza la cannula usata per somministrare i farmaci, e in pochi minuti avrei avuto il suo sangue tutto per me invece quel giorno mi feci uno scrupolo. Almeno fagli passare la festa degli innamorati assieme a Jim, ci penserai domani! Fu un’occasione d’oro persa per sempre, e me ne resi conto troppo tardi.

Chi si aspettava un invito da lui a un evento ufficiale, di certo non io! Mi sentivo sempre l’ultimo della lista, e mi commossi quando Freddie mi propose: “Ehi, William, o qualunque sia il tuo nome. Il 18 febbraio celebro i 20 anni di carriera coi Queen. Vieni, vero? Ormai sei uno di famiglia!”

“Qualunque sia il tuo nome.” Riflettendo col senno di poi, dovevo sospettare che avesse scoperto le mie intenzioni e volesse tendermi una trappola ma allora l’eccitazione non mi fece ragionare.

Mi avvicinai a lui e mentre lo stringevo forte a me per ringraziarlo, il mio braccio sfiorò la cannula dei farmaci. “Fermo, Mark, non è il momento”, pensai tra me, e mi allontanai.

Le notti seguenti fui colto sempre dagli stessi incubi: Freddie che, discreto, entrava nella mia stanza e si spogliava davanti a me. “Ho capito chi sei e cosa vuoi; sono qui, prendimi!” Così dicendo, si apriva la pelle di una mano con un coltello e avvicinava la ferita al mio volto, quel poco che bastava per farmi sentire l’odore del sangue. Ma alla fine si allontanava succhiandosi il taglio e ridendomi in faccia: “Negativo pauroso! Ecco cosa sei!”

Al mio risveglio sentivo ogni volta il sapore metallico, il mio cuscino era sempre macchiato… Ma ero solo io che nel sonno mi mordevo la lingua o le labbra, facendo uscire gocce di sangue eternamente negativo dal mio corpo inutile.

Chissà come sarebbe stato, una volta avuto ciò che mi spettava? Più gustoso, più caldo, più carico, insomma POSITIVO, come dovrebbe essere!

Vuoto a perdere: La festa di Freddie

Il 18 febbraio fu una serata memorabile, l’industria discografica britannica premiò i Queen per l’importante contributo dato alla musica inglese e loro festeggiarono i vent’anni di carriera; il chitarrista Brian May attribuì scherzosamente il premio al riciclo di grandi quantità di vinile ma Freddie non si fece coinvolgere. “Grazie e buonanotte”, disse, rimanendo isolato per tutto il tempo.

Il malore

Quando uscimmo mi avvicinai di nuovo a lui e gli feci le congratulazioni per il premio ma non mi rivolse una singola parola; i suoi occhi erano solo per gli amici Queen, così finsi un malore e iniziai a barcollare da destra a sinistra. “Freddie, sto male”, urlai. “qualcuno mi aiuti!”

Intervennero diverse persone in mio soccorso ma lo shock più grande fu quando vidi l’ultimo uomo al mondo che pensavo di incontrare a un simile evento: Raymond Still, ex bullo della scuola, ormai diventato un famoso scienziato.

Cosa ci faceva lì? Forse gli era veramente arrivata la mia lettera in cui gli dicevo che Freddie era malato di AIDS, e aveva preso contatti per il suo lavoro sul virus, senza dirmi niente?

No, dai, pensai per calmarmi. Sono mesi che la stampa specula su Freddie Mercury e la sua malattia, la voce sarà arrivata sicuramente da là! Raymond è un bullo ma non calpesta le persone nel lavoro, lo conosco bene!

L’incontro con lui mi fece realizzare che da allora in poi niente c’era più da perdere, o adesso o mai più! Dissanguare Freddie in quel preciso momento avrebbe consentito di condividere il virus tra me e Ray, dimostrandogli finalmente che anch’io nella vita potevo combinare qualcosa di concreto.

“Freddie!” Mi misi a urlare e il frontman dei Queen mi guardò perplesso. Inevitabilmente pensai agli ultimi giorni del mio defunto ragazzo Andy e senza più alcuno scrupolo tirai fuori tutta la mia rabbia, e un coltello a serramanico che tenevo ben nascosto nei pantaloni.

“Te la farò pagare, il mio compagno è morto per colpa tua!”

D’improvviso mi sentii afferrare da dietro ma non erano gli addetti alla sicurezza dei Queen: era Ray Still a bloccarmi!

“Ti conviene andartene”, intimò a voce bassa, ma non abbastanza da non essere sentito. “Altrimenti rivelerò a tutti chi sei veramente!”

“Lo so già dottor Still”, aveva risposto Freddie. “Da mesi il mio staff lo tiene sotto controllo e ho capito quant’è pericoloso. Da oggi sei licenziato, William Karson, anzi Mark Wilson!”

Non ebbi altra scelta e me ne andai con lo staff dei Queen, mentre Raymond portò via Freddie per prendersene cura. Da allora nessuna notizia mi arrivò più, fino al 23 novembre 1991 quando Freddie annunciò la propria malattia, e il giorno successivo il mondo apprese la sua morte.

1992: Ritorno alle origini

Era accaduto: il virus se l’era portato via prima di me. Così me ne tornai nel paesino dov’ero nato, e dove continuai a lavorare come addetto alle pulizie. “Chi aspetta sarà premiato”, il mio povero fidanzato Andrew continuava ad apparirmi in sogno con quella dannata frase, a cui aggiungeva: “Ricorda, i cantanti che son morti non son morti veramente!”

Non ho mai capito cosa volesse dire; certo, Freddie era ancora vivo grazie alla musica ma non bastava. L’unica mia speranza per avere il suo DNA dentro di me, era trovare una persona a cui avesse trasmesso il virus o, addirittura, il suo gifter. Colui o colei che gliel’aveva dato; decisamente un’impresa impossibile.

Finché un giorno del 1994, guardando una serie TV ambientata in un ospedale di Chicago, vidi la bambina. Tatiana, 7 anni, russa e malata di AIDS. La presunta figlia di Freddie era nata in Russia, possibile che fosse stata portata in America?

Non volendo esser preso per matto evitai di cercare informazioni e presi la storia come un episodio drammatico di una serie tv, così lasciai passare il tempo finché la vicenda di Freddie e presunta figlia passò nel dimenticatoio.

2000: nuove speranze

Un giorno del 2000 mia sorella Virginia arrivò con una notizia che, forse, mi avrebbe portato dove erano iniziati i miei fallimenti e le mie speranze.

“Sai Mark, fratellone”, mi disse raggiante. “Sto partendo. Mi trasferisco in Italia!”

Appassionata di cucina com’è sempre stata, poteva solo realizzarsi in un paese come quello dove la gastronomia è apprezzata in tutto il mondo! “Mi hanno selezionato all’università di Bugliano, andrò a conseguire un master di specializzazione per diventare chef.”

La International Bugliano University Of Life, conosciuta ovunque perché ha fatto nascere le migliori eccellenze in ogni materia. Certo! Virginia ha molte più capacità di me, sicuramente supererà gli esami con lode mentre io sono stato un completo fallimento!

“So cosa stai pensando fratello”, mi disse abbracciandomi. “Ma se non sei passato in medicina, certamente potrai essere un ottimo insegnante di musica. Che dici?”

Anni 2020: Bugliano, arrivo!

E così eccomi qua. Dal 2001 insegno musica all’università e mi sono sposato con la docente di chimica e mi prendo cura di sua figlia Gloria come fossi il suo vero padre, una ragazza meravigliosa che da tempo lavora alla centrale nucleare di Bugliano.

Dissanguare Freddie? Mi dicono che è morto, della figlia non ho più avuto notizie, ma Andrew nei miei sogni appare ogni notte raccontandomi che la verità è un’altra.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *