Fare un passo indietro, chiedere scusa, non è segno di debolezza ma di virtù e ChaserCamilla lo ha imparato velocemente.
Indecisione
Vacanze infernali, più che invernali, passate in solitudine perché la volta in cui Adri mi ha detto “Sono il tuo gifter” salvo poi eliminarmi deliberatamente dal gioco whamageddon, ho perso la testa facendogli pure una scenata quando c’è stato il compleanno di Isaac Newton. La mia intenzione era quella di usare il coltello per togliere lo scotch dal pacco che lui stesso aveva ricevuto alla cena di Ray e invece, alla faccia delle sue competenze di profiler, mi ha accusata di voler ferirlo deliberatamente.
Fra lui e Tatiana mi hanno considerata complice del dissanguatore e se sono ancora nel Consiglio Studentesco Ibuol è solo perché ho l’incarico di coordinare le pulizie nell’intero campus!
Ho partecipato alle riunioni del CSI solo quando la presenza di tutto il gruppo era indispensabile, perché per il resto mi hanno esclusa da tutte le cene, pranzi o colazioni; addirittura Alison Grant non ha più voluto dormire in stanza con me, è andata da Siria adattandosi a condividere il letto quando lei è tornata dalle ferie!
Neanche mi hanno permesso di fare le congratulazioni a HIV di Bugliano per la sua laurea in enigmistica. “Tu non c’entri niente scatola vuota”, queste parole mi sono state rivolte e io ho potuto solo subire. Inutile che trovino da dire sul mio status quando sono i primi a volermi lasciare negativa!
Poi mettiamoci pure la scomparsa di Valentino, hanno avuto il coraggio di accusarmi pure per quella. Secondo la maggioranza della comunità PlusBrothers, d’accordo con Tatiana, avrei fatto… Non sanno manco loro bene cosa.
Con le valigie sulla porta
Ho pure considerato di andarmene da qui per studiare recitazione a Scivolate sull’Oglio e oggi stavo proprio facendo la valigia quando hanno bussato alla porta!
Ho lasciato il trolley sul letto insieme a vestiti e biancheria sparsi alla rinfusa, , di solito quando mi chiamano è sempre perché c’è una stanza sporca o il sapone da cambiare nei vari dispenser.
“Camilla ti sbrighi?” Solo questo sanno dire e non c’è tempo per mettere a posto il mio disordine, invece quando ho aperto la porta il silenzio mi ha accolto imponente come la figura che, incerta se varcare la soglia o meno, stava di fronte a me.
Io… Non mordo! Vieni dentro! Lui ha fatto un passo, un altro, un altro ancora; era in ciabatte, forse non aveva lavorato fuori stamattina e dopo aver guardato i vestiti sul letto, si è deciso a chiudere la porta alle sue spalle e raggiungermi.
Un passo indietro
“Scusa Camilla, piccola bug chaser famelica. Perdonami se puoi.”
Tu, proprio tu, Adri. Sei qui, e ti scusi con me; sono io che ti ho maltrattato e devo fare un passo indietro, casomai.
“Ne farai anche due, se la valigia è perché hai in mente di andartene. Quella volta della biblioteca non stavo scherzando, ho davvero intenzione di essere il tuo gifter a condizione che…”
Qualunque cosa pur di aggiornare questo dannatissimo stato negativo! Guardando il letto in disordine ho rimpianto di aver pensato ai bagagli perché in quel momento avrei voluto saltare addosso al profiler.
Lui però mi ha anticipato: “No, ferma, non è ancora ora. Sono solo venuto a spiegarti il motivo del tuo whamhalla, perché ti ho sconfitto al gioco natalizio sugli Wham!”
Oh! Meglio tardi che mai! Insomma, lui e Tatiana hanno studiato il modo di sedurmi e farmi perdere al gioco whamageddon per insegnarmi a gestire la rabbia!
“L’aggressività non è compatibile col virus, Camilla, questa è una regola che tutti i chaser devono rispettare.”
L’ho guardato, ma nulla traspariva dai suoi occhi; se è riuscito a tendermi una trappola col gioco, adesso cosa avrà pianificato? Come se niente fosse ho iniziato a metter via tutto nell’armadio, in disordine ma almeno il letto era libero per qualsiasi evenienza.
“Io sono venuto qui per scusarmi con te, nessuno deve sentire cosa ci diciamo perché voglio parlarti di Valentino.”
Maledizione a Vale, confermo quanto mi stia antipatico quel soggetto che molesta sessualmente le future attrici come me.
“Piccola chaser, no, tu non c’entri con quanto successo. Quando lui è sparito stavi pulendo la mia stanza non so perché l’agente Kevin Brown si sia convinto di accusarti.”
E a me lo chiedi? Sarà anche un poliziotto ma il papà adottivo di Tatiana mi sembra uno degli ultimi complottisti del web, pieno di pregiudizi da cui non si schioda, ha condizionato anche la figlia con le sue paranoie e io ho perso l’amicizia con lei per colpa sua.
“Lascia stare e datti una calmata, non perderai nulla!” Adri mi ha appoggiato le mani sulle ginocchia tenendomi ferma, seduta sul letto.
“Siamo al secondo step verso l’obiettivo della tua conversione e c’è bisogno che le cose rimangano come stanno ora, io non rilevabile e tu negativa.”
Ricordavo ancora la cena di Ray quando fra me e Alison, la prescelta era stata quest’ultima; la rabbia che avevo provato verso la nipote dello scienziato con tutti i conseguenti privilegi all’università e, evidentemente, non soltanto lì: era chiaro che lo zio le avesse combinato l’incontro con un futuro Gifter.
Una sfida per Camilla
“Alison parla troppo e al momento lei è solo un impiccio, quindi voglio te. Se superi questa sfida otterrai il virus, e anche il diploma di recitazione. Insomma, capiscimi: ho bisogno di te come attrice, ci stai a recitare per me?”
Tutto sembrava, tranne un gioco! Adri ha tirato fuori dalla tasca un adesivo con un disegno familiare. Il Biohazard! Ammazza, davvero le intenzioni sono serie. Serissime.
“Da ora in poi dovrai comportarti come se fossi positiva davvero e questo adesivo è un tatuaggio temporaneo. Il test non è un problema perché se serve mostro il mio, però tu da ora in poi mi chiamerai Gifter e uscirai con me tutte le volte in cui te lo chiederò. Intesi?”
Avendolo saputo, gli avrei domandato scusa anche prima. Fare un passo indietro dopo una scenata non mi sarebbe costato molto maledetto orgoglio!
Ho pianto in un misto di felicità e paura, chissà per quanto tempo sarò in grado di mentire?
“Ehi, ehi, questa è una missione sotto copertura, chaser. Non scherzare, anche con le altre. Adesso rimaniamo qui al CampusIbuol ma sabato c’è la festa di laurea per HIV nostro e tu devi sfoggiare il biohazard ogni volta che te lo chiedo. Sei pronta?”
Neanche me la son sentita di fargli domande: quanto dura la missione, quanto e se verrò pagata, come devo gestirmi con lo studio e i prossimi esami universitari… L’unica mia prospettiva è sapere che le scuse reciproche e un passo indietro di entrambi ci hanno portato qui. A un rapporto che sta iniziando, chissà dove ci porterà ma intanto ho potuto finalmente dirgli “OK, Gifter!” E fidarmi di lui.
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