Arrivederci, Facebook!

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Quando un capo di abbigliamento non ti sta più, cosa fai? Lo cambi o lo elimini. Lo stesso accade coi social network e ora è il turno di salutare Facebook.

Su Facebook siamo nati

Dire “arrivederci” a Facebook non è una decisione presa a cuor leggero, né spariremo da un giorno all’altro: nel lontano 26 agosto 2019 siamo nati proprio su quel social network con una ristretta lista di contatti e chiudere le porte definitivamente significherebbe fare del male a noi stessi e soprattutto a chi ci ha seguiti fin dall’inizio tifando per noi.

Stanchi degli algoritmi

A suo tempo abbiamo salutato Twitter perché le sue nuove condizioni d’uso non rispondono alle nostre esigenze, e ora più passano i giorni più Facebook ci sta facendo male come un paio di scarpe strette: l’algoritmo mostra ciò che fa comodo a lui, troppa omofobia, gente che discute senza cognizione di causa su qualunque argomento complesso.

Siamo nel Fediverso

Tutta colpa (o merito) di Elettrona @talksina se la curiosità del Fediverso ha contagiato anche Gifter; parliamo di un modo differente per vivere il social network: “gli algoritmi sono le persone”, dice @unoacademy la community che aiuta i principianti a capire come funziona il server italiano Mastodon.uno; ma il Fediverso non è solo Mastodon, è una rete decentralizzata cioè computer che si collegano tra loro e ogni utente può registrarsi da una parte e dialogare con l’intera rete.

Per anni abbiamo lavorato sodo coi servizi che postano in automatico su Facebook, ora col Fediverso siamo liberi da servizi a pagamento e vincoli, dopo aver implementato una funzione sul blog che mostra a tutto il mondo ogni post da noi pubblicato.

Un ottimo sistema di fare network con altri creatori di contenuti digitali, infatti stiamo seguendo i post in inglese “The future is federated” di Elena Rossini @_elena per imparare qualcosa e crescere, privi delle catene a cui gli algoritmi ci costringono.

E i nostri vecchi lettori Facebook?

Dire “arrivederci” a Facebook non significa chiudere i profili e la pagina, almeno per il momento; i nostri lettori continueranno a vedere cosa scriviamo sul sito web e se vogliono condividerli su quel social sono liberi di farlo; né tanto meno prendiamo e sbattiamo la porta in faccia a chi discute, litiga o scherza con noi.

No, semplicemente un po’ alla volta smetteremo di curare la pagina e interagire su profili pubblici Facebook a nostro nome.

Siamo realisti: fino a quando avremo associazioni legate al mondo LGBT e all’HIV sui social commerciali, non potremo mai liberarci di questi ultimi ed è escluso da parte nostra insistere per farli spostare nel Fediverso.

Perderebbero tutti i follower e sarebbe dura riacquisirli. Nel Fediverso invece se cambiamo idea e da Mastodon preferiamo qualche altro posto? Possiamo spostare i follower portandoceli dietro ma non è questa la sede per dire come, cosa, quando.

Ci vediamo in giro.

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