MONDO REALE: Freddie Mercury non ha mai avuto dei figli ma Mary Austin, la donna che lui ha amato, sì.
Il frontman dei Queen però era appassionato di gatti e per questo ha scritto una canzone per la sua preferita. Delilah.
FANTASIA: Mark Wilson scopre un segreto molto personale su Freddie intercettando alcune lettere a lui indirizzate, e la decisione è presa: Freddie, di quella corrispondenza, non saprà mai; è un’arma troppo potente nelle mani di Mark!
Racconto aggiornato dopo la pubblicazione iniziale (2021)
Vuoto a perdere: o mio, o di nessun altro!
Per giorni il mio defunto compagno Andrew continuò a ripetermelo nel sogno: “Dissangua il mio gifter, porta la sua anima da me!”
Dalla sera in cui Freddie si era tagliato un dito durante una cena, l’idea di ottenere il suo sangue diventò un’ossessione e più passava il tempo, più la determinazione si tramutò in rabbia.
“Se Freddie non sarà mio, nessun altro lo avrà!” dicevo tra me, ogni volta che mi alzavo dal letto e mi guardavo nello specchio.
Non riuscii mai però ad avvicinarlo davvero: lo vedevo girare insieme al suo staff, sorridere, parlare con l’assistente Melania ma era impossibile avere un’occasione per stare da solo con lui.
Non restò altro che studiare un piano per tendergli una trappola che l’avrebbe potuto dissanguare ma sfortunatamente, documentandomi grazie ai pochi mezzi di informazione disponibili, capii quanto il virus HIV fosse debole: la trasmissione non avviene senza contatto diretto col sangue del malato!
Il piano del dissanguatore
La sola speranza per me era stare lì mentre accadeva, e raccogliere il prezioso fluido in velocità: Ogni qual volta pulivo la sua stanza, cercavo di escogitare un sistema per sabotare un lampadario, una finestra, qualsiasi altro oggetto di vetro che potesse infrangersi su di lui mentre dormiva e io sarei corso ad aiutarlo, guarda caso mi sarei tagliato e poi…
No, alla fine decisi che non valeva la pena; troppo rischioso per la mia reputazione, mi avrebbero accusato di omicidio facendomi finire come Mark David Chapman, l’uomo che nel 1980 sparò a John Lennon. Povero idiota, quando John venne portato via rimase lì a leggersi Il Giovane Holden aspettando gli eventi, ma non ebbe alcun legame col proprio mito.
Io invece, facendo le cose per bene, potevo essere unito a Freddie per sempre e, soprattutto, diffondere il virus consentendo al mio idolo di vivere per l’eternità. E pazienza se per il mondo sarei stato l’ennesimo criminale! Mi sentivo coperto, nella mia falsa identità di William Karson.
Buone notizie?
Assorto nei miei pensieri non mi accorsi immediatamente di qualcuno che bussava alla porta della mia stanza; “Karson, c’è bisogno di te!” Mi disse Jim, il compagno di Freddie, quando aprii.
Stringeva in mano una busta. “Questa l’hanno mandata un paio di giorni fa destinata a Freddie, e appena ho letto da dove arriva mi sei venuto in mente subito.”
Allora era vero, hanno letto il mio curriculum prima di assumermi! Presi la lettera fra le dita e mi lasciai andare a un sospiro di malinconia, quando lessi la provenienza del mittente: Bugliano, culla e tomba per i miei sogni di scienziato.
Ricordai immediatamente il mio passato da studente di medicina, quando la speranza di sconfiggere l’AIDS con le mie sole forze, mi aveva indotto persino a fare pace con chi mi aveva sempre bullizzato. Raymond Still, che quando mi bocciarono, diede un colpo di spugna alla nostra inaspettata amicizia e mi umiliò il doppio.
Promozioni e fallimenti
“Mark Wilson, Lei può solo pulire i gabinetti”, mi disse impietoso l’insegnante quando provai a contestare il risultato finale; e Ray Still non mosse un dito per difendermi, anzi mi voltò le spalle per godersi la sua promozione con tutti gli onori!
Soltanto pochi mesi dopo aver accettato il lavoro a casa di Freddie Mercury, scoprii che mentre io facevo le pulizie Raymond Still aveva fatto carriera e avviato un’importante ricerca su HIV, con tanto di annuncio: “Sto cercando una celebrità risultata positiva al virus per sperimentare il mio nuovo studio. L’HIV, opportunamente modificato, può trasmettere emozioni e talento da una persona all’altra!”
Quale occasione migliore per fargli sapere di Freddie?
Stringendo ancora fra le mani la busta consegnatami da Jim, ripensai alla mia lettera appena spedita a Raymond in risposta al suo annuncio; gli avevo raccontato per filo e per segno la positività di Freddie ma anche dopo giorni dall’invio della missiva, non ricevetti alcun riscontro.
E se la busta in mano mia contenesse proprio la risposta di Ray, che da Bugliano voleva parlare direttamente con Freddie?
Non mi feci alcuno scrupolo e me la misi in tasca: “Mai paura, Jim! La porto io al capo, il messaggio è in buone mani.”
Inizio di un inganno
Alla svelta, chiusi la porta della mia stanza e tirata fuori la lettera, iniziai a leggere quel foglio scritto a penna:
Sono incinta, amore della mia vita. Aspettiamo una bambina, il nostro miracolo ma anche la mia più grande paura.
Il mondo è un posto crudele e sento di non essere capace di proteggerla abbastanza perché sono in Russia, sposata con un violento.
“Che cosa? Freddie ha una figlia in Russia, o a Bugliano? Dove? Poco importa”, pensai. Se è vero non lo saprà mai! Richiusi la busta come nulla fosse e la nascosi nella mia borsa. Sarei stato l’unico a conoscere il segreto, avrei girato il mondo per trovare quella presunta bambina, dopodiché Freddie sarebbe stato mio, e solo mio!
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